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Vuoi ricevere gli ovuli dalla tua partner? Ecco il metodo ROPA in breve (ovodonazione con doppia maternità)

(ultimo aggiornamento gennaio 2017)  

In questo articolo voglio finalmente rispondere alle tante richieste che ho ricevuto riguardo il metodo ROPA (conosciuto come doppia maternità), ovvero la possibilità di una donna di ricevere ovuli donati dalla propria partner (ovodonazione), fecondati con seme di donatore.

Ecco una delle vostre richieste:

Ciao Ginevra,
io e la mia compagna vorremmo tanto avere un bambino con la fecondazione eterologa. Sarei io a portare avanti la gravidanza e lei vorrebbe far parte del percorso “contribuendo” mediante ovodonazione… non so se c’è qualche metodo per far sì che il bimbo sia d entrambe le mamme ma qualcosa avevo sentito ma non so proprio a chi e dove rivolgermi..se potreste aiutarci ve ne saremo grate..
 

Quello di cui avete sentito parlare esiste, ed è il trattamento per la ricevere ovuli della propria partner o “metodo ROPA”.

In pratica una delle due donne fa inseminare i propri ovuli, ma poi è l’altra che li trasferisce in grembo e porta avanti la gravidanza partorendo il figlio con patrimonio genetico della compagna.

Il metodo ROPA è un procedimento doppiamente impegnativo perchè prevede un coinvolgimento “fisiologico” da parte di entrambe, e ovviamente, l’idoneità di entrambe nel praticare attivamente la Fecondazione Eterologa.

Il limite attuale che preclude a noi donne italiane la possibilità di praticare il metodo ROPA e’ la distanza: il trattamento è attualmente disponibile

  • in Spagna
  • in Belgio

In caso in cui vi imbattiate in una clinica in cui il ricevimento di ovuli della partner sia possibile solo nel caso in cui le due donne siano sposate, il primo passo da fare riguarda come contrarre l’ unione civile in Italia.

Ecco come funziona il metodo ROPA con ovodonazione:

 

Una delle due donne si sottomette a una Fecondazione Eterologa in Vitro (FIVET) per far si che i suoi ovociti vengano fecondati con seme di donatore dalla banca del seme.

ovodonazione

Gli ovuli fecondati vengono poi trasferiti nell’utero della sua compagna, che porterà avanti la gestazione e il parto.
In questo modo, una donna apporta gli ovuli e l’altra l’utero, ed entrambe possono partecipare attivamente al processo della gravidanza: una grazie al proprio ovocita, che si svilupperà in embrione e l’altra mettendo a disposizione il proprio utero in cui si anniderà l’embrione.

La Legge di Riproduzione Assistita Spagnola 14/2006 riconosce che quando si utilizza il metodo ROPA all’interno del matrimonio di una coppia di donne, entrambe sono progenitrici del figlio nato.
Fino a qualche anno fa questa tecnica non si poteva realizzare poiché veniva considerata come una donazione di gameti e la Legge sulla Riproduzione Umana Assistita Spagnola specifica chiaramente che le donazioni devono essere anonime.

Tuttavia, a partire dal 2005, il codice civile spagnolo é stato modificato e i diritti dei matrimoni omosessuali ed eterosessuali sono stati equiparati, per cui il metodo ROPA non si puó considerare come una donazione, visto che un membro della coppia sta condividendo i propri gameti con l’altro membro, cosí come accade nel caso di un matrimonio eterosessuale in cui il marito condivide il proprio seme con la moglie.

Di conseguenza, entrambe le donne hanno gli stessi diritti e doveri sul bebé senza che sia necessario che una di loro lo debba adottare, come accadeva originariamente.

  • Ovviamente questo e’ possibile solo nel caso di coppie di donne regolarmente sposate in Spagna. Per le altre che accedono al Metodo ROPA, rimane la possibilita’ di fare domanda di adozione del figlio del partner (stepchild adoption)

Vi confesso che anche noi, inizialmente, avevamo riposto speranze sul metodo ROPA, poichè ci avrebbe permesso di partecipare entrambe attivamente nel processo di maternità, ma dopo, a meno che non si decida di vivere in Spagna, poi bisogna anche fare i conti con le nostre legislazioni che (al momento) non permettono di trascrivere il matrimonio omosessuale contratto all’estero, nè tantomeno riconoscerebbero la maternità di entrambe.

Quindi i diritti come genitore li avrebbe solo la “madre biologica” ovvero chi partorisce, per intenderci.

  • Inoltre è necessaria un’ulteriore condizione per lo svolgimento del metodo ROPA: entrambe le donne devono essere idonee e preparate contemporaneamente al momento del tentativo di Fecondazione Eterologa.

Per questi motivi noi abbiamo abbandonato da subito questa idea.

Tuttavia mi sento di dire qualcosa alle coppie che vorrebbero praticare il metodo ROPA, ma magari soffrono perchè pensano di non riuscire a praticarla:

Anche se portare avanti una gravidanza contribuendo entrambe fisicamente e geneticamente sarebbe bellissimo, il modo di contribuire della mamma non biologica non sara’ mai da meno anche se questo non avviene…
Il suo vero contributo nella ricerca della maternità della coppia e nel costruire una famiglia puo’ essere benissimo vivo e forte stando accanto alla compagna:

  • Accompagnandola e sostenendola lungo questo percorso…

  • Coccolandola e consolandola nei momenti di sconforto…

  • Facendola sentire che siete una cosa sola e che è la spalla su cui contare nei momenti di paura e sconforto …
  • Essendo presente fin da subito nella vostra nuova vita a 3, a partire da quando la state anche solo desiderando…

Un gene, o il coinvolgimento fisico non sono necessari…lei sarà coinvolta perchè amerà la compagna e il futuro bambino, e questo basterà al bambino… è esattamente la stessa magia d’amore che accade in una adozione.

Questo è il modesto consiglio che sentiamo di darvi…

Facci sapere cosa pensi con un commento, siamo davvero curiose perchè l’argomento è tanto delicato quanto importante!

AGGIORNAMENTO: Febbraio 2016

Nonostante il codice civile spagnolo dal 2005 accetti la donazione NON anonima di ovuli all’interno di una coppia lesbica (in quanto equiparata alle coppie eterosessuali) sembra non sia tassativo che la possibilità di praticare il metodo ROPA sia concessa solamente alle coppie che abbiano contratto matrimonio.

Infatti il ricevimento di ovuli della partner è possibile solo nel caso in cui le due donne siano sposate, come rettificato dal governo Spagnolo a seguito dell’evento InviTRA 2015.

Tuttavia diverse coppie di mamme ci hanno segnalato che non tutte le cliniche spagnole in realta’ le hanno richiesto di essere sposate!!! In questo caso solo la portatrice è riconosciuta come genitore, la donatrice deve fare domanda di adozione per essere riconosciuta come genitrice!

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The Author

Gine Verte

Gine Verte

Gine Verte è la Fondatrice dei siti MammaLesbica.com e InseminazioneAssistita.it. Da anni condivide con chi la segue la propria esperienza pratica sulla Fecondazione Assistita Eterologa in modo semplice e concreto. Scopri QUI » cosa dicono di lei.

E' anche autrice di ebook sull'argomento che trovi nel menu` Risorse del Sito e Fondatrice e Amministratrice del Forum Lesbico Italiano "Lesbicamente Libera" dal 2006.

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  1. […] avuto il figlio tramite inseminazione eterologa in Spagna e lì lo hanno fatto nascere tramite la tecnica della doppia maternità detta R.O.P.A. di cui abbiamo parlato per prime tempo […]

  2. […] darti l’opportunità di conoscere proprio oggil’unica clinica che, al momento offre il metodo ROPA, (udite udite) anche alle coppie di donne non […]

  3. Elena
    20/09/2015 at 19:21 — Rispondi

    Per accedere al metodo ROPA, il matrimonio dev’essere per forza contratto in Spagna?

    • 22/09/2015 at 16:23 — Rispondi

      Ciao Elena,
      no assolutamente.
      Solitamente viene richiesto di compilare un modulo di autocertificazione di matrimonio…a volte è necessario inviare anche copia della documentazione. Se siete già sposate all’estero avete il via libera per la R.O.P.A 🙂

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